Porto di Torre Annunziata. “Sia fatta la volontà delle CISTERNE”!

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Scritto da Dr. Vincenzo Sica

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Torre Annunziata ha alzato bandiera bianca!  

Così introduceva il suo intervento, il direttore Raffaele Schettino, sul quotidiano Metropolis, in data 28.8.2018, in un articolo dal titolo inquietante:

“La Città si è arresa, hanno vinto loro”.

Sulla vicenda “PORTO” e sulla scandalosa realizzazione delle “CISTERNE”, hanno vinto tutti, a cominciare da una classe politica incapace e negligente, per finire ai burocrati, da tempo presenti nelle stanze che contano degli uffici comunali, che dettano, attraverso la gestione delle procedure, con la complicità dei vertici dell’Amministrazione e delle “scartoffie” abilmente utilizzate, le reali scelte ed il concreto indirizzo politico e programmatico; passando attraverso imprenditori voraci, che approfittano della insensibilità e della incoerenza, dei detentori del potere, con assoluta indifferenza alle esigenze del territorio.

Il tutto calato in un contesto, dove non evolversi, in termini di dotazione di strumenti programmatici più adeguati, che pure sarebbero consentiti, significa mantenere solido quel potere contrattuale, che fa ergere al protagonismo continuo.

Ma veramente questa Città si vuole arrendere?

Ma davvero ci troviamo di fronte ad un’assoluta rassegnazione?

E’ possibile che questa Città sia stata narcotizzata dall’arroganza del potere, dall’audacia degli stolti? Spero vivamente, invece, che la Città possa avere il suo sussulto di indignazione e reagire con determinazione.

La vicenda delle “CISTERNE”, recentemente trattata anche dalla VII Commissione Permanente della Camera dei Deputati, che ha avuto un momentaneo “stop” in questi giorni, viene da lontano e si cala in quell’ambito di vuoto programmatico, determinato, di fatto, dalla volontà e questa volta non dalla incapacità, di non dotare l’area portuale di Torre Annunziata di un Piano Urbanistico Attuativo.

Qualcuno, forse, ricorderà le battaglie condotte sull’adesione all’Autorità Portuale di Napoli, il cui “iter” fu completato nel I semestre del 2007 e poi miseramente cestinato dall’ottimo ex-Sindaco Starita.

Conducemmo il percorso insieme al Comune di Castellammare di Stabia, che ottenne l’inserimento all’interno della circoscrizione dell’Autorità Portuale di Napoli, con decreto del Ministero dei Trasporti del 18.9.2006, lasciando indietro il Comune di Torre Annunziata, per i rallentamenti relativi alla crisi politica dell’epoca e per l’avversione successiva, mai compresa e mai spiegata, dell’allora Sindaco Starita. 

Ma chi veramente non ha mai voluto l’adesione all’Autorità Portuale di Napoli?

Gli atti e le omissioni politico-burocratiche, sono assolutamente chiari!

L’interesse degli imprenditori, da anni presenti nell’area portuale, è stato altrettanto chiaro.

Aderire all’Autorità Portuale di Napoli, avrebbe significato, evidentemente, inserirsi in una situazione strategica di pianificazione e di programmazione, molto più ampia che, forse, ed eliminerei il dubbio, avrebbe difficilmente consentito di realizzare obiettivi di ampliamento, da parte di questi imprenditori che, in quel periodo, come la lettura degli atti dimostra, erano già in essere.

Molto più semplice la gestione attraverso burocrazie regionali, che non sono assolutamente tenute ad avere visioni programmatiche di sviluppo, ma che applicano, più semplicemente, i codici vari. Molto più agevole avere a che fare con le solite “scrivanie” degli uffici comunali, che ogni giorno rispolverano il vecchio piano regolatore portuale, proposto dall’Ing. Davide Paganelli nel lontano agosto del 1961, ed approvato dal competente Ministero nel maggio del 1962.

Ma tornando ai giorni nostri, o quasi!

Nel gennaio del 2012, su incarico dell’assessore ai LL.PP ed al Porto Geom. Francesco Colletto, il dipendente Geom. Domenico Scarpa, redigeva la sua relazione istruttoria, finalizzata alla proposta deliberativa della G.M. inerente al Piano Urbanistico Attuativo (PUA) dell’Area Portuale del Comune di Torre Annunziata.

Nell’istruttoria veniva, correttamente, richiamato l’atto del Consiglio Comunale n. 44 del 2.7.2002 dove si approvava la proposta di un nuovo piano regolatore portuale, il cui “iter” era stato sostanzialmente bloccato, per effetto dell’emanazione di norme regionali, che consentivano al Comune di dotarsi di un Piano Urbanistico Attuativo dell’area portuale.

Sostanzialmente, si dava la possibilità agli Enti Comunali, di decidere sul futuro delle aree portuali!

Tanto è vero che con atto deliberativo della G.M. n. 148 del 8.6.2006 (approvato anche da Starita) si dettavano le linee di indirizzo, in ordine alla nuova proposta di pianificazione portuale, da elaborarsi in adeguamento alla proposta del C.C. del 2002, prendendo atto della nota regionale del 13.2.2006, da cui si desumeva che ciascun singolo comune e non l’Ente Regione, era competente alla redazione della pianificazione ordinaria.

Nel 2007, come a tutti noto, si insedia l’Amministrazione Starita!

Dopo circa 4 anni (maggio 2010) si proponeva una integrazione alla delibera di G.M. del 2006.

Evito approfondimenti tecnici, ma mi limito ad evidenziare la variabile “tempi”, che non sempre rappresenta una variabile casuale.

Arriviamo finalmente al febbraio del 2012 (sono trascorsi 6 anni) e gli “ottimi burocrati”, Ing. Vincenzo Di Giovanni e Geom. Domenico Scarpa, finalmente consentono alla G.M. di esprimere parere favorevole sulla proposta del nuovo PUA e di trasmettere il Piano alla Regione Campania, con richiesta di attivare la conferenza di servizi, finalizzata all’approvazione dell’accordo di programma per la deroga al PTP e la variante al PRG.

Ma viene spontanea una domanda!

I burocrati erano a conoscenza che, nel 2008, la ISECOLD SPA aveva avviato un progetto per l’ampliamento e la modifica degli impianti, il cui esame di fattibilità era stato rinviato, per consentire il rinnovo e la unificazione delle precedenti concessioni demaniali marittime? (procedimento concluso favorevolmente con il rilascio dell’atto formale n. 1/2010)

Ma se per un attimo si volesse immaginare ad una risposta negativa e lo escludo nella maniera più assoluta, sarebbe opportuno chiedersi: ma l’ex-Sindaco Starita, l’Ing. Di Giovanni e il Geom. Scarpa, quando è pervenuta la convocazione della conferenza di servizi, per iniziativa della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, per il giorno 10.7.2012, si saranno chiesti quale fosse l’iniziativa della quale si trattava? Certamente si!

Tanto è vero che in data 10.7.2012, i medesimi soggetti (Starita – Di Giovanni – Scarpa), sottoscrivevano un documento nel quale si limitavano ad esprimere il parere che, trattandosi di area in zona demaniale portuale, “….questa amministrazione non ravvede competenze dirette, fatto salvo le successive valutazioni per la realizzazione delle opere edilizie previste in progetto”.

I redattori del parere, indicavano, altresì, che all’attenzione della Regione Campania, era stata trasmessa la “famosa” proposta di pianificazione.

Nel frattempo, in data 28.6.2012, indice generale 1354 del 27.7.2012, in considerazione della progettazione del PUA dell’area portuale , effettuata dall’Ing. Di Giovanni e dal Geom. Scarpa, veniva erogato ai due progettisti un acconto per circa € 15.000,00.

Ma la proposta di PUA approvata con deliberazione della G.M. n. 22 del 25.2.2012, prevedeva già il progetto di ampliamento presentato dalla ISECOLD?

Gli elaborati tecnici sono conservati presso le “solite” stanze dell’ufficio tecnico comunale, ma, presumibilmente, non contemplava tale ampliamento. E se ciò fosse vero, perché i firmatari della comunicazione del Comune di Torre Annunziata, in occasione della conferenza di servizi, non chiarirono che il progetto non rientrava negli atti pianificatori, sia pure in termini di proposta, deliberati dall’Ente stesso?

Da quanto risulta, la proposta di piano regolatore portuale, prevedeva, tra l’altro, l’ampliamento dell’area commerciale, ma per i depositi costieri, si limitava a fotografare la situazione preesistente.

In conferenza di servizi, poi, l’Ing. Vacca, per la società ISECOLD dichiarava che: “………per quanto di sua conoscenza, il progetto non risulta in alcun modo in contrasto con quanto previsto dal vigente piano regolatore del Porto di Torre Annunziata……(rectius: PRP anno 1962).

Obiettivamente la sua dichiarazione era fondata!

L’ing. Di Giovanni, invece, si limitava a depositare il parere a firma dell’allora Sindaco Starita.

Ma chi era a conoscenza di quanto stava avvenendo nelle “segrete” stanze del potere?

Nel periodo in cui ho ricoperto la carica di consigliere comunale di (luglio 2012 – luglio 2014), nel corso del quale ho condotto, unitamente ai Colleghi di opposizione, una vibrante azione politica sulla riqualificazione dell’area portuale, non si è mai introdotto l’argomento relativo all’ampliamento “Cisterne” e non so quanti della maggioranza ne fossero a conoscenza.

Nell’ottobre del 2012 perveniva la “famosa” nota della Regione Campania, indirizzata al Sindaco Starita, in riscontro all’istanza del 4.7.2012, relativa alla richiesta del Comune di una conferenza di servizi, finalizzata alla sottoscrizione dell’accordo di programma per la proposta progettuale, di un piano di attuazione dell’area portuale di Torre Annunziata.

La Regione, riferendosi ad una pregressa corrispondenza risalente ad oltre 6 anni prima, tra l’altro già recepita con la delibera 148 di G.M. del 8.6.2006, confermava che la procedura richiesta, ancora nel 2012 dal Comune, risultava superata dalla normativa vigente regionale, ………”essendo subentrate nuove disposizioni legislative di pianificazione, (v. la L.R. n. 13 del 13.10.2008 e il regolamento di attuazione del governo del territorio del 4.8.2011, n. 5) che modificano l’iter procedurale per questo tipo di attività pianificatoria….”.

Pertanto la Regione invitava l’Ente a procedere secondo le indicazioni della citata legge.

Ma il Comune tace! Il Comune latita!

Gli ottimi burocrati, evidentemente, non avevano la volontà di sostenere l’attività di pianificazione, dagli stessi proposta. E il Sindaco?

Il Sindaco, almeno in ragione degli atti rinvenuti, si limitava a dare riscontro alla Regione, chiedendo di ritenere la nota del 4.7.2012, anche quale richiesta di attivazione di conferenza di servizi. Nulla più!

Dopo diversi miei interventi in Consiglio Comunale, anche quale rappresentante dell’opposizione, nelle conferenze dei capi-gruppo e sulla stampa, arriviamo a novembre del 2013 e i capi-gruppo mi davano incarico di redigere una bozza di atto deliberativo di Consiglio Comunale, avente ad oggetto: “Indirizzo politico-programmatico per lo sviluppo strategico dell’area portuale di Torre Annunziata”.  Il caso volle che io non partecipassi a quella seduta consiliare, per motivi contingenti. Ma la deliberazione, proposta dal Presidente del Consiglio Comunale Ciro Portoghese, fu approvata, con l’unanimità dei consensi. 

In sostanza si dava mandato al Sindaco, unitamente al Dirigente dell’area tecnica, di richiedere alla Regione Campania di intraprendere, senza ulteriori indugi, l’attività di copianificazione dell’area portuale di Torre Annunziata, di cui alla proposta del 2012; di valutare di affidare le attività di concertazione con l’autorità Portuale di Napoli; di dare, altresì, mandato al Sindaco o suo delegato di dare attuazione al protocollo d’intesa, già approvato dal Comm. Prefettizio nel 2007, per l’adesione all’Autorità Portuale di Napoli.

Ma quali attività ha posto in essere l’ex-Sindaco, in ragione dell’atto di indirizzo che lo impegnava, non solo dal punto di vista politico e programmatico, ma anche per la vigilanza sugli atti gestionali, da compiersi attraverso i dirigenti competenti? E quali attività sono ad oggi in essere?

Con la medesima deliberazione si richiedevano alla Regione Campania, le risorse finanziarie per la realizzazione della “bretella di collegamento”, per il dragaggio e per il risanamento ambientale della zona “Salera” (2013).

Che cosa è accaduto sull’ottenimento delle risorse finanziarie e sulla realizzazione delle opere infrastrutturali, è noto a tutti.

La bretella è stata realizzata. Le opere di dragaggio in fase di completamento, ma con risultato finale discutibile. L’intervento di riqualificazione della “salera” è in fase avanzata.

E sullo strumento di pianificazione dell’area portuale? Sembra che ancora oggi tutto taccia!

Perché tanta inerzia da parte dell’ex- Sindaco e dei soliti “noti” dell’Ufficio Tecnico Comunale? Perché nessuno si è impegnato affinchè il Piano Urbanistico Attuativo, potesse essere approvato?

In questo vuoto politico-tecnico, si trova il tempo, però, di dare prosecuzione ai procedimenti amministrativi relativi all’area portuale, ivi compreso quello per la realizzazione delle, oramai tristemente famose, cisterne, senza che nessuno lanci un “grido di allarme” su quanto sarebbe potuto accadere e sui contrasti del progetto di ampliamento, con le proposte formulate dalla stessa amministrazione, sia pure non vigenti, grazie alla deprecabile inettitudine.

Nel frattempo, a maggio del 2013, il Comune riceve gli atti della conferenza di servizi, per la realizzazione delle cisterne ed a giugno del 2013 l’ex-Sindaco Starita, riceveva la richiesta di rilascio del titolo edilizio, oltre all’autorizzazione paesaggistica.

Ma si continua a tacere!

Nel febbraio del 2014 la Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, consegnava alla ISECOLD l’area demaniale pari a 10.193 mq quale ampliamento di quelle già concessa nel 2010 per mq 10.605 comprensive della parte a terra ed alla parte di fondale marino e specchio acqueo.

Il 28.7.2014 il Geom. Domenico Scarpa, quale responsabile ufficio tutela paesaggistica, rilasciava alla ISECOLD la relativa autorizzazione ambientale e paesaggistica.

Tutto come da copione!

Nel mese di ottobre del 2014 la ISECOLD reiterava la richiesta al Sindaco del rilascio del titolo edilizio.

Il 12.2.2015 la Dirigente del SUAP Dr.ssa Anna Pesacane, rilasciava il permesso di costruire!

Permesso a costruire prorogato per ulteriori 24 mesi, rispetto alla scadenza naturale del termine, in data 20.7.2017.

Nel gennaio del 2018 la Città Metropolitana approvava la certificazione della bonifica, attestando il completamento degli interventi, con alcune precisazioni.

Nel maggio del 2018 il Geom. Domenico Scarpa, nella qualità, in ragione del parere sfavorevole della Soprintendenza del 12.4.2018, per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica, sulla variante in corso d’opera, non rilasciava l’autorizzazione paesaggistica stessa.

Nel luglio del 2018 il Dirigente UTC Ing. Nunzio Ariano, comunicava il diniego alla richiesta di variante al permesso di costruire n. 6/2015. Allo stato pende il ricorso al TAR promosso dalla ISECOLD.

Questi, allo stato, i fatti e salvo le notizie di stampa di questi giorni!

Ma caro ex-Sindaco Starita, cari tecnici “burocrati”, particolarmente efficienti, ma noi sognavamo l’allungamento del braccio del molo di ponente, la riqualificazione del molo di ponente, la realizzazione del porticciolo turistico nella zona antistante l’area ex-cral deriver; la zona turistica e di riqualificazione urbana per attracchi crocieristici e per i passeggeri, nell’area darsena pescatori; il trasferimento dell’area commerciale da destinare all’attracco dei motopescherecci e delle imbarcazioni commerciali, nell’area antistante alla Salera, con la realizzazione della nuova banchina nell’area a levante.

Desideravamo un’attenzione alla nautica da diporto, all’area di ponente, esposta, come in questi giorni è stato dimostrato, al primo banale vento di scirocco. Immaginavamo un porto più pulito!

Non siamo riusciti a realizzare nemmeno una dignitosa ripavimentazione del molo di ponente! Immaginavamo di poter entrare nel sistema dell’Autorità portuale di Napoli, per intercettare risorse finanziarie, da investire nell’area portuale di Torre Annunziata.

Pensavamo di poter aver diritto ad ottenere le agevolazioni finanziarie nell’ambito della ZES (Zone Economiche Speciali)!

Sognavamo tutto questo ed alcuni di noi hanno dedicato non poco tempo, affinchè ciò si potesse realizzare.

E l’Amministrazione Comunale? Siamo stati, di fatto, solo Rocco-dipendenti!

In 8 lunghi anni siete stati capaci, caro ex-Sindaco, con la complicità degli altri uffici pubblici, ignari della progettualità messa in campo nel 2002 e riproposta nel 2012, di concedere un permesso di costruire (2015), “…….per l’esecuzione di opere consistenti nella razionalizzazione e potenziamento della logistica (sic!) mediante la separazione fisica e funzionale dell’area impegnata dai serbatoi di stoccaggio da quella da destinare agli impianti di riconsegna ed ai servizi generali dello stabilimento, il tutto come meglio specificato nel progetto definitivo allegato (localizzazione di n. 2 serbatoi di altezza non superiori a quelli preesistenti……”

Torre Annunziata continua ad essere violentata!

E per l’opera di dragaggio del porto, o meglio di una specifica area portuale, dove sembra si trascuri ancora tutta la parte a destinazione diportistica, si è considerato che, in assenza di uno studio accurato delle correnti e delle caratteristiche complessive del golfo di Napoli, che costituiscono un unicum,  una conseguenza possibile potrebbe essere il ritorno del fenomeno di insabbiamento dell’area portuale.

E l’attuale Sindaco dichiara: “La Città deve crederci”!  A che cosa? Agli attracchi crocieristici?

E allora Sindaco Ascione, Amico di impegni politici e di dedizioni che appartengono, oramai, alla storia di questa Città, abbi il coraggio di dire fino in fondo come stanno effettivamente le cose.

Non consentire a personaggi vari, dalle opinabili capacità politiche, di poter parlare di Torre Annunziata, in termini di sviluppo crocieristico. Non consentire che si continui a vituperare e mortificare questa Città!

Ed, infine, Sindaco, una proposta!

Programma una cerimonia, tra le altre, assolutamente condivisibili e rispettabilissime, nella quale si conferisca una onorificenza all’ex-Sindaco Starita ed al Geom. Domenico Scarpa, per il contributo fattivo offerto alla Città di Torre Annunziata, per la realizzazione di altri due “bidoni” di carburanti nella meravigliosa area portuale. E poi concorda con la Regione Campania e con la Capitaneria di Porto che, al netto delle funzioni di competenza, si possano consegnare le chiavi dell’area portuale alla ISECOLD ed alla SOLACEM dei Fratelli Rocco, che recentemente hanno avuto in concessione ulteriori spazi. Penso sia più giusto!

Buon lavoro! Ove questa terra possa continuare a sperare di poterlo ottenere!

Torre Annunziata, lì 15 novembre 2018

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